Ci si chiede se sia possibile poter ricevere le cure necessarie dalla propria badante senza dover pagare ogni mese alla stessa uno stipendio per le cure fornite all’anziana.

La legge prevede che questo sia lecito e si può formalizzare con un contratto di vitalizio assistenziale, chiamata anche rendita vitalizia, con la quale è possibile cedere la nuda proprietà alla badante; il proprietario dell’immobile invece avrà l’usufrutto, in cambio di assistenza da parte della badante.

Questo può avvenire solo a patto che sussistano alcune condizioni, ovvero che l’anziano sia in grado d’intendere e volere al momento della stipulazione del contratto e che l’anziano non si trovi in uno stato di grave malattia al momento della conclusione del contratto stesso.

Si tratta pur sempre di un contratto a titolo oneroso che presuppone un contratto di mantenimento della badante, pienamente legittimo se risponde agli interessi di chi deve privarsi di un bene, ovvero dell’anziano che deve essere curato.

Ovviamente, con questo passaggio di proprietà, la badante si obbliga ad assistere l’anziano fino alla sua morte.

Qualora invece non dovesse adempiere agli obblighi stabiliti, i parenti dell’anziano possono impugnare il contratto.

Avvocato Ilaria Morosini –  mediatrice familiare AIMEF
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