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Il tradimento da parte del coniuge,  rappresenta senza dubbio, un evento idoneo a   creare turbamento nel tradito; spesso da questo discende la disgregazione del rapporto familiare.
Non è detto che dalla relazione extraconiugale intrattenuta dal coniuge scatti automaticamente il risarcimento del danno, poiché la legge richiede che il tradimento comporti una violazione di un diritto costituzionalmente protetto.
Infatti, la Corte di Cassazione è stata interpellata per la vicenda che vede l’uomo citare in giudizio la moglie, dalla quale si era separato.
Il marito aveva chiesto un risarcimento per il danno morale subito a causa della relazione extraconiugale intrattenuta dalla ex moglie con un collega di lavoro, iniziata circa quattro mesi prima del concepimento del loro figlio e protrattasi per quattro anni.
L’uomo ritiene che questa scoperta gli abbia causato un disturbo depressivo cronico, al punto da aver anche chiesto il test di paternità del bambino. La sua domanda, tuttavia, non viene accolta.
Questo perché i giudici premettono che i danni alla persona, come danni conseguenza, devono essere specificamente allegati e provati, anche a mezzo di presunzioni.
Quindi, la mera violazione dei doveri matrimoniali, dunque, non integra automaticamente una responsabilità risarcitoria, poiché bisogna provare che il tradimento abbia violato un diritto protetto dalla Costituzione.
Sebbene dalla violazione del dovere di fedeltà possa indubbiamente derivare un dispiacere per l’altro coniuge e discendere la disgregazione del nucleo familiare, questo sarà automaticamente risarcibile solo quando l’afflizione superi la soglia della tollerabilità e si traduca, per le sue modalità o per la gravità dello sconvolgimento che provoca nell’altro coniuge, nella violazione di un diritto costituzionalmente protetto, primi tra tutti quelli alla salute, alla dignità personale e all’onore.
Nel caso preso in esame, la violazione del dovere di fedeltà non può essere stata causa della separazione, poiché la moglie aveva svelato il tradimento al marito quando la coppia era già legalmente separata da alcuni mesi e nel contesto di una conversazione privata.
Quindi bisogna sempre fare attenzione a quello che si chiede nell’ambito del giudizio, altrimenti si rischia di essere condannati anche a pagare le spese legali dell’altro coniuge.

Dott,ssa Ilaria Morosini

Avvocato Praticante abilitata del Foro di Lodi

Esperta in diritto di famiglia, mediatrice familiare, assistente universitaria.

Mob. 3396193545

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